La maniglia, un dettaglio di design che fa la differenza!

Il mondo delle maniglie sta cambiando, mentre prima non riscuotevano grande interessamento tra le persone, oggi è più che mai un dettaglio che fa la differenza. Con il contributo del design d’autore si propone di dare alle maniglie un ruolo di primo piano.


In qualsiasi tipo di serramento, sia esso porta per interni, o un serramento esterno, l’elemento immediatamente visibile e che viene giudicato è certamente la maniglia. I criteri di giudizio di oggi, sono decisamente diversi da quelli degli anni ‘60 o ‘90, ma possiamo tranquillamente dire che sia diventata elemento d’arredo.
Vari design si sono alternati, dallo stile liberty alle linee massicce e imponenti, al postmoderno con materiali plastici e trasparenti o ceramici. Oggi indubbiamente la maniglia segue le necessità imposte ai serramenti e alle porte, line essenziali che richiamino la leggerezza e la luce, minimaliste.

I comandi fisici sono tornati di moda: manopole per la sintonia, manopole per il volume, leve per ruotare, o per accendere e spegnere! (Donald A. Norman, Emotional design, Apogeo, Milano).

Questo cambiamento fondamentale in questo campo, non riguarda solamente le maniglie per interni e quindi per porte e finestre, ma sono state coinvolte da questo interesse dei consumatori, anche le maniglie per arredamento, mobili e cucine hanno avuto il loro incremento di popolarità.
Queste ultime stanno poi cambiando il loro modo di essere come afferma Cristina Morozzi (design director of education della design school di Istituto Marangoni):

“Un rovesciamento semantico: al posto di una sporgenza, una fessura che invita ad un avvicinamento più gentile e circospetto, inaugurando un nuovo rapporto con l’aprire, il chiudere, funzioni dense di contenuto esistenziale..”

 

“… Nell’architettura, la maniglia è una specie di miniatura. Essa appartiene alla storia del costume, e rispetto a una casa ha lo stesso compito estetico che un gioiello ha rispetto corpo umano. Inoltre, per svolgere bene la sua reale funzione di strumento, la maniglia condensa in sé materiali e finiture sempre più sofisticate. E anche va detto che la maniglia è l’impugnatura, quella zona della porta da toccare con la mano per passare da una in un’altra stanza, cioè per aprire o chiudere, per accettare o negare il possibile mistero di una soglia. E’ per questo che ogni architetto tende volentieri a impegnarsi in questo progetto, che è tanto piccolo, quanto difficile e virtuoso: spesso anche per marcare i propri edifici con un segno personale sulle loro porte e finestre…”
(Alessandro Mendini, designer)

architetti e design maniglie1Un po’ di storia
Le basi per la nascita della lavorazione industriale delle maniglie partono dall’artigianato legato a William Morris e alla Casa Rossa (1860).
Durante l’Art nouveau è con Victor Horta che le maniglie per porte e finestre trovano la loro migliore applicazione ispirata nella fluidità delle forme astratte della natura.
Anche Gaudì nelle case Batlò (1904-1906) e Milà (1906-1910) a Barcellona arricchisce le sue architetture con una leva apriporta pensata nei minimi particolari.
Questi esempi però fanno ancora parte del mondo dove è ancora indispensabile l’abilità di artigiani modellisti perché non è ancora presente la standardizzazione geometrica.
L’autore della prima maniglia prodotta in serie è Walter Gropius con la maniglia cilindrica, con la quale lega la teoria alla progettazione reale. Nella fabbrica Fagus, disegnata da Gropius (1923) faceva la sua comparsa la prima maniglia per la serie consciamente disegnata con forme basiche.

Le due opposte concezioni ( quella di Horta e Gaudì e quella di Gropius) rappresentano una grande ispirazione per la maniglia e la loro forza dura anche fino ai giorni nostri. In Italia la conciliazione tra geometria e organicità è costantemente presente nel design e anche nel campo delle maniglie.
Gio Ponti afferma che non è la maniglia che deve adattarsi all’uso, è la mano che grazie alle sue caratteristiche può adattarsi. Nascono così i modelli per l’azienda Olivari, Anello, Cono e Lama disegnati tra il 1954 e il 1957.
Sergio Asti tra gli anni Cinquanta e Sessanta crea la Tizianella di stampo geometrico. Franco Albini e Franca Helg disegnano Agata nel 1965 e Ambra nel 1973 inserite nella linea organica.
Il distacco dalla tradizione alla modernità si ha in modo definitivo con l’avvento della plastica e dei nuovi materiali.

I progettisti più avveduti si avvicinano in modo entusiastico a questo moderno materiale. Joe Colombo sempre per l’azienda Olivari disegna la Paracolpi Alfa, una maniglia con un elemento in resina che migliora la presa della mano e rende inutile l’uso di fermaporte perché funziona anche come paraurti. Luigi Caccia Dominioni sviluppa le maniglie in resina, ricreando quella raffinatezza che lo distingue. Con il postmoderno e dopo questo, si continuano tutte le più importanti collaborazioni tra designers e aziende produttrici di maniglie.

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