Il ponte termico. Un nemico da conoscere e scoprire per poterlo sconfiggere.

Quando si fanno valutazioni o si leggono report riguardo l’efficienza energetica, il benessere e il comfort in casa, o quando si parla di interventi di ristrutturazione, relativamente alla salvaguardia della bolletta del gas si finisce sempre per incontrare un termine molto temuto: “ponti termici”, ma …cosa sono i ponti termici?

Sono quei punti della facciata, delle giunzioni di solette o serramenti o del tetto nei quali il calore viene trasmesso più facilmente che nel resto della superficie.

Questo può accadere quando siamo in presenza di eterogeneità della struttura (compenetrazione tra materiali con conduttività termica λ diversa, ad esempio l’esistenza di elementi strutturali in cemento armato, giunti, ecc.);
In presenza di eterogeneità della geometria della struttura (angoli o spigoli interni, variazione dello spessore di una parete d’ambito, ad esempio in corrispondenza delle nicchie per i termosifoni.
Quando anche siamo in presenza di elementi costituiti da materiali “conduttori” o perché sono elementi in contatto sia con l’aria esterna sia con l’aria all’interno dell’edifico.

Per esempio: se ho una finestra di metallo questa in inverno avrà la superficie molto più fredda del muro di mattoni della facciata perché il metallo è un materiale con maggiore “conducibilità termica”. Quindi tutta la superficie metallica si trasforma in ponte termico.
Dove potrebbero esserci dei ponti termici in casa mia?
Sono luoghi tipici o elementi suscettibili di generare un ponte termico le seguenti zone:

– I telai della finestra se sono in ferro o alluminio senza taglio termico.
– La giunzione del telaio finestra al davanzale in assenza di taglio termico.
– I vetri contribuiscono naturalmente se “monolitici” oppure se la vetrocamera non è dotato di canalina calda.
– Ponte termico lo si trova nei falsitelai metallici elementi di unione della finestra al muro.
– I pilastri incorporati in una parete a contatto con l’esterno (cemento e acciaio trasmettono più dei mattoni).
– Il pavimento dell’appartamento nella zona in prossimità della facciata esterna se il bordo di acciaio è vicino alla parete esterna.
– Il cassonetto dell’avvolgibile e la sua unione alla finestra o alla muratura.
– Le nicchie dei radiatori (il foro ricavato nel muro per posizionare il radiatore).
– L’unione delle pareti interne con il muro di facciata soprattutto se composte anche da parti metalliche.
Qual è il problema?
Anche se a priori può sembrare che la superficie di questi elementi sia molto piccola in proporzione al corpo dell’abitazione nel suo insieme, il suo effetto sulla vivibilità degli interni può essere enorme e certamente negativo.
Spieghiamo:
– Da un lato, questi elementi stanno disperdendo il calore della nostra casa all’esterno dell’involucro.
Si stima che il calore disperso a causa di ponti termici sia tra il 5% e il 20% , con una media del 10%.

– D’altra parte e peggiore, questi elementi sono più freddi di altri a loro vicini. La differenza di temperatura tra elementi che sono in contatto produce condensa che può portare alla formazione di umidità. Conseguentemente si producono odori, muffe e altre patologie nell’edificio, anche gravi e una volta che si creano o si consolidano nell’edificio, risulta molto difficile eliminarle.
Come individuare i tuoi ponti termici.
L’unico metodo attendibile per individuare in modo puntuale i ponti termici in un’abitazione è quello di effettuare una visualizzazione termografica.
Un rilevamento termografico, infatti, effettuato con un’apposita apparecchiatura a raggi infrarossi (termocamera), consente di individuare quali sono i punti dell’edificio in cui vi sono maggiori perdite di calore che coincidono nel 90% dei casi con i ponti termici. Questi possono rappresentare anche superare il 30% delle dispersioni termiche totali di un edificio.
La termografia di un edificio, per far sì che produca risultati attendibili, è bene effettuarla in periodi invernali quando la differenza di temperatura tra l’interno dell’edificio e l’esterno è consistente (ottimale circa 15°C). Questo proprio perché la termocamera deve rilevare le differenze di temperatura dei vari punti della parete.
Con un termoflussimetro è poi possibile misurare il flusso di calore che attraversa l’edificio e fuoriesce da questo in punti specifici delle pareti.
Da sottolineare il fatto che con l’analisi termografica i ponti termici e quindi le perdite di calore vengono localizzate ed individuate ma non quantificate nella loro entità. Per sapere quanto disperde un ponte termico è necessario valutarlo analiticamente e/o come detto misurarne il flusso termico che lo attraversa mediante un termo flussimetro.

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