La resistenza all’effrazione

Per “resistenza all’effrazione” non si intende che un serramento è impenetrabile ai tentativi di intrusione, bensì esprime la capacità di una finestra o porta di opporsi ai vari attacchi, con diversi attrezzi e per un determinato tempo, in modo da scoraggiare il tentativo di scassinamento.

[sèkur] di Schulz è la prima finestra di sicurezza in Italia, certificata RC3 (WK3).

La prova a cui è stato sottoposto il serramento, per ottenere la Classe di resistenza RC3 secondo la norma UNI EnV 1627-1630, simula il tentativo di effrazione da parte di uno scassinatore che cerca di forzare la finestra utilizzando vari tipi di attrezzi convenzionali, in un tempo totale di 20 minuti.
Alla fine di questa prova il serramento deve rimanere ancora chiuso e non deve permettere l‘accesso all‘interno.

Attrezzi usati:

  • cacciavite lunghezza 260 e 375mm
  • cuneo In legno, cuneo in plastica
  • pinza regolabile 240mm
  • giratubi regolabile 240mm
  • piede di porco 710mm
  • filo di acciaio
  • chiavi inglesi
  • martello
  • coltello
  • corde
  • set di cacciaspina;
  • trapano manuale e punte per detto;
  • tubo di prolunga in acciaio.

Sicurezza e proprietà antieffrazione
Secondo le statistiche più aggiornate derivanti dalle informazioni della polizia le effrazioni più frequenti sono praticate sollevando, perforando e scardinando porte e finestre.
Oggi è necessario proteggersi da visite indesiderate con i serramenti più appropriati.

La qualità decisiva di una finestra in ambito di protezione antieffrazione è data dalla combinazione del profilo finestra, vetro e sistema di chiusura.
Per la classificazione della protezione antieffrazione si è finora proceduto per classi di resistenza.
Nel settembre 2011 è stata pubblicata una serie di norme europee antieffrazione.
Secondo la nuova norma (DIN EN 1627) si distingue ora dalla RC 1 N fino alla RC 6, dove RC significa Classe di Resistenza (dall’inglese Resistance Class).
La tabella seguente riproduce il tipo di effrazione riconducibile alle classi di resistenza da RC 1 N a RC6 (da WK a WK6 vecchie codifiche).

Prospetto Classi di Resistenza RC… (precedente WK…)

UNI EN V 1627

DIN ENV 1627

(fino al 09/2011)

Procedimento

RC 1 N

Componenti di questa classe presentano solamente una protezione di base contro tentativi di rottura con violenza fisica calci e strappi.

Visto che la rottura del vetro non è contemplata le finestre di questa classe vengono realizzate con vetri standard.

RC 2 N

WK 2

senza vetro di sicurezza

Qui l’autore dell’effrazione utilizza semplici attrezzi come cacciavite, martello, chiave universale, tenaglie, zeppe, ecc. per aprire in modo violento le chiusure.

Visto che la rottura del vetro non è contemplata le finestre di questa classe vengono realizzate con vetri standard.

RC 2

WK 2

Il tipo di autore dell’effrazione e il procedimento corrispondono alla classe precedente.
Per la classe RC2 secondo la norma UNI EN 356 è previsto un
vetro di sicurezza: P4A

RC 3

WK 3

L’autore dell’effrazione, oltre agli attrezzi usati per la Classe RC2 utilizza un ulteriore cacciavite, cunei di legno e plastica, e un piede di porco per rompere le chiusure.

Per la Classe RC3 secondo la norma UNI EN 356 è previsto un vetro di sicurezza: P5A

RC 4

WK 4

Per lo scasso il malvivente esperto in aggiunta a tutti gli strumenti delle precedenti classi, utilizza strumenti di rottura per la perforazione, come sega e trapano, ascia e cesoie.

Per la Classe RC4 secondo la norma UNI EN 356 è previsto un vetro di sicurezza: P6B

RC 5

WK 5

Oltre a quanto previsto per la Classe RC4, qui vengono utilizzate attrezzature elettriche come trapano sega a gattuccio e smerigliatrice ad angolo con un diametro di disco massimo di 125 mm.

Per la Classe RC5 secondo la norma UNI EN 356 è previsto un vetro di sicurezza: P7B

RC 6

WK 6

L’unica differenza con la classe precedente è l’introduzione di una smerigliatrice angolare con un diametro disco massimo di 250 mm.

Per la Classe RC6 secondo la norma UNI EN 356 è previsto un vetro di sicurezza: P8B

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