Il segno di Torino
Torino, 1950. Un giovane ingegnere meccanico esce dal Politecnico e attraversa la città fino alla carrozzeria di famiglia, in corso Trapani. Si chiama ancora Sergio Farina, il cognome diventerà Pininfarina per decreto presidenziale undici anni dopo. Ma la linea che porta con sé, netta, senza concessioni, quella è già definitiva.
Otto settembre 1926: cento anni dalla nascita di un uomo che ha insegnato all'Italia una disciplina precisa. Si parte dalla funzione, si elimina ciò che non serve, si lascia che la geometria racconti da sola il progetto. Le carrozzerie firmate sotto la sua direzione, dalla Testarossa alla Quattroporte, non erano belle perché decorate. Erano belle perché essenziali: ogni curva aveva una ragione aerodinamica, ogni superficie lavorava. Nel 1991 Detroit gli assegnò il riconoscimento di miglior designer automobilistico al mondo. Il premio confermava quello che l'industria sapeva già: la linea italiana non è ornamento. È struttura.
E attraversa i materiali, le scale, le categorie senza perdere rigore. Pininfarina non disegnava automobili. Disegnava sezioni: il profilo trasversale della carrozzeria determinava l'intera forma, dall'aerodinamica all'abitabilità. La linea non era un contorno applicato dopo. Era il principio generatore.
Quando il profilo governa la finestra
La stessa disciplina vale per un serramento. Il profilo, la sezione che lo attraversa, la geometria del telaio, l'angolo tra anta e cornice: non decora la finestra. La definisce. Determina quanta luce entra, come si inserisce nella facciata, quanto durerà senza cedere.
Cos'è il design squadrato nelle finestre in PVC? Il design squadrato nasce da qui: dall'idea che l'angolo a novanta gradi non sia una semplificazione ma una scelta progettuale. Eliminare le smussature significa ridurre il nodo centrale, guadagnare superficie vetrata, dare alla finestra una proporzione netta che dialoga con l'architettura contemporanea. La differenza tra un profilo arrotondato e uno squadrato non è soltanto visiva. Cambia il modo in cui il telaio incontra la muratura, cambia la quantità di vetro che il vano può ospitare, cambia la percezione dello spazio dal di dentro.
Il PVC tradizionale ha profili arrotondati perché la lavorazione lo impone. Un profilo squadrato nel PVC chiede una progettazione diversa: camere strutturali disposte per reggere l'angolo vivo, ferramenta che non comprometta la pulizia della linea, finiture che resistano nel tempo senza tradire la precisione iniziale. La geometria a novanta gradi non tollera approssimazioni: o è esatta, o si vede. Per questo un profilo squadrato nel PVC è una dichiarazione di intenti: chi lo progetta si espone al giudizio della linea stessa.
Exentia e la linea che non cede
Exentia è il sistema in PVC a profilo squadrato di Schulz: linee a novanta gradi, nodo centrale ridotto a centootto millimetri, quindici per cento in più di superficie vetrata rispetto allo standard.
Il telaio da settantasei millimetri racchiude sette camere, tre guarnizioni e una trasmittanza Uf di 1,0 W/m²K. L'Acrylcolor fonde il PVC con vetro acrilico, rendendo la superficie esterna resistente a graffi, intemperie e raggi ultravioletti: la stessa logica che l'industria automobilistica applica alla carrozzeria, trasferita al profilo della finestra. Non si scolorisce, non si segna. Il risultato è una linea che mantiene la sua precisione per tutta la vita dell'edificio.
Schulz ha progettato Exentia per chi cerca un serramento contemporaneo senza rinunciare alle prestazioni: isolamento acustico fino a quarantaquattro decibel, tenuta al vento in classe C5, materiale riciclato nel rispetto dei criteri ambientali. La gamma di finiture, la più ampia della categoria, comprende Acrylcolor e pellicole Soft Touch: il profilo squadrato si adatta a contesti diversi senza perdere identità. Il PVC che non sembra PVC non è un'imitazione. È un progetto che si inserisce con la stessa naturalezza in una ristrutturazione o in una costruzione nuova.
La geometria che elimina il superfluo
Cento anni dopo la nascita di Sergio Pininfarina, la disciplina resta la stessa. La linea viene prima del materiale. La geometria viene prima della decorazione. Il profilo racconta il progetto prima ancora che lo si apra, lo si tocchi, lo si abiti.
Una finestra con un angolo a novanta gradi e un nodo centrale ridotto non è un vezzo formale. È la disciplina italiana che dà alla funzione la dignità di diventare bellezza.
La linea viene prima del materiale
La linea viene prima del materiale. Profilo squadrato a novanta gradi, nodo centrale da 108 mm, Acrylcolor: quando la geometria fa il lavoro, il superfluo non trova posto.